mercoledì 21 aprile 2010

Con grande fatica sono riuscita a finire il libro di Jacques Séguéla "Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario...lei mi crede pianista in un borderllo". Lui è uno dei pionieri della pubblicità di stampo europeo, ed ha firmato alcune delle campagne più importanti e famose dagli anni 70 in poi. Nel corso della sua carriera ha lavorato con Salvador Dalì, Jacques Prévert, Sylvie Vartan, oltre all'antologia dei giornalisti francesi. Il libro ripercorre circa 20 anni della sua vita, dagli inizi della sua carriera fino al 1980, quando la sua agenzia diventò la RSCG: questo libro è una via di mezzo tra l'autobiografia e il saggetto di teoria pubblicitaria.

Ovvio per ovvio, questo libro lo consigliò il professore di tecnica pubblicitaria durante una lezione, ed in effetti chi si occupa di amenità legate al mondo della comunicazione dovrebbe riuscire a leggerlo. Séguéla più che insegnare qualcosa partorisce degli slogan ad ogni pagina e, fedele alla fama delle sue campagne, non si risparmia l'autocompiacimento e il divertimento pieno di ironia per gli status symbol della sua professione, non risparmiando gli aspetti meno edificanti del mondo della pubblicità. Uno per tutti la passione di Dalì per la moneta sonante, la maleducazione di Brigitte Bardot, il gusto dello stesso autore di saltare da una donna all'altra (alla fine del libro si contano già 3 matrimoni), la sua vanità. Ma nel complesso il tono è quello della grande avventura, piena di paure, passi falsi, trionfi e insuccessi: il suo mondo è descritto con uno sguardo affettuoso e adorante e i suoi compagni di viaggio di questa avventura sono i pirati di un mondo che negli anni 70 era ancora vergine.

giovedì 8 aprile 2010

Pigrizia e nequizia e liquirizia

La Spagnizzera è stato micidiale per la mia salute FISICA inverno-primavera 2009-2010...non ho memoria di un naso e di una bocca tanto screpolate: sto passando la giornata a cospargermi sulle labbra delle ignobili cere isolanti e idratanti, con la speranza che la sensazione di spaccatura cessi.



Ma a parte ciò, mirabolandia. Mi sono divertita, rilassata, stancata di camminate e di arte, fatta abbagliare dalla luce sui palazzi, sull'erba, sui viali, sui laghi e sulle montagne innevate...ho mangiato, discusso, riso, camminato tantissimo, fatto le file, sentito musica e dormito sull'erba.



In compenso non ho letto mezza riga del libro che mi ero portata, la biografia di Jacques Seguéla: devo dire che, come qualche mese fa, nei momenti di passaggio della mia vita il mio impegno intellettuale diventa quello di Crusty il Clown:
  • no libri, ma ho due zattere su cui approdare: i miei fumetti (che però richiedono anche loro una certa concentrazione) e Stephen King, che scorre come l'aria sul motorino.
  • no filmoni: l'ultimo visto è Dragon Trainer ed è abbondantemente nello standard di complessità accettabile. Inoltre, sotto le lenti 3D, mi sono anche commossa con lacrimuccia. Non mi dispiacerebbe vedere qualche horror, ma ho notato che per molti amare questo genere è come giocare ai giochi di ruolo: ad una certa età ti senti troppo grande e troppo scemo e smetti di vederli.
  • no mostre d'arte: a Madrid non ne potevo fare a meno, ma ciondolavo per il Reina Sofia come un lombricone (non ero sola però, c'era il lombrico filosofo)

Sarebbe allora il momento giusto per iniziare a muovermi di più, ed in effetti mi sento piena di energia. Purtroppo il mal di gola e il raffreddore (vedi inizio post) non mi permettono nemmeno quello.

Insomma, finito il lavoro mi annoio un po': magari potrei curare i miei fiorellini?

mercoledì 7 aprile 2010

Carosello

Pausa del blog dovuta alla Pasqua, un nuovo lavoro, la Svizzera e un raffreddore bastardo.