sabato 11 luglio 2009

Le edicole delle stazioni

Non sono una grande osservatrice del panorama fuori dal finestrino. Prima di un viaggio mi impongo sempre di portare con me un libro, un fumetto o una qualunque superficie cartacea su cui scrivere o leggere qualcosa, altrimenti mi annoio in modo micidiale. A volte mi sono trovata sola nei treni a contemplare il nulla e a cercare nel sonno un modo per passare il tempo. Nelle edicole delle stazioni occhieggiano copertine variopinte destinate a gente come me, e negli anni ho scoperto che, accanto a qualche best seller e ai romanzetti erotici con austere copertine pastello e foto softcore a cameo in copertina, ci sono titoli immancabili ma assolutamente fuori da ogni logica di viaggio. I "Tre saggi di teoria sessuale" di Freud e "La gaia scienza" di Nietzsche, rigorosamente nell'edizione economica BUR, sono presenti ovunque, dalla stazione di Bari a Termini a Roma. A riprova dell'inconsueta raffinatezza del lettore italiano che si appresta a viaggiare, nelle stesse edicole si possono trovare autori che fanno ringiovanire di almeno 15 anni, poichè l'ultima volta che io li ho sentiti era dalla bocca della occhialuta professoressa del liceo: raccolte di poesie di William Blake, romanzi poco conosciuti di Montpassant, novelle gotiche di Theophile Gautier, addirittura i libri di Luigi Capuana, teorico del verismo italiano...tutte nella mitica edizione economica BUR, i cui libri hanno la caratteristica peculiare di non aprirsi mai del tutto, pena lo scollamento dei fogli, e di avere le pagine che si ingialliscono nel giro di una settimana, facendo prendere ai libri l'effetto è-caduto-nell'-acqua-e-si-è-asciugato. A parte questo, BUR è di sicuro in Italia la casa editrice allo stesso tempo più elitaria e democratica che abbiamo (i libri non superano i 5,9€...che pretendi allora a quel prezzo?). Diciamoci la verità: certi libri possono essere letti solo per due ragioni:
1) hai dai 14 ai 19 anni e ti è toccata in sorte una prof - senza figli - che pensa che in estate non avrai di meglio da fare che leggere Capuana sotto l'ombrellone (ce n'è ancora qualcuna, ma stanno sparendo,come i congiuntivi)
2)stai preparando un esame all'università e sotto sotto ti chiedi perchè non hai scelto scienze della comunicazione;
Naturalmente ci sono anche i lettori instancabili ed onnivori, capaci di passare da Stephen King a Rilke, e hanno tutta la mia sincera e silenziosa ammirazione: li invidio un pò, costoro non si annoieranno mai.

Torniamo a noi: anche io ammetto di essermi fatta prendere dall'entusiasmo di scoprire la teoria sessuale di Freud nelle 6 ore di eurostar Roma-Bari, e ho investito i miei quasi 6€ nel BUR, ma, casualità, quel testo è arrivato intonso a destinazione, infatti figura minaccioso in casa senza una piega (però le pagine gialle sono gialle). Tuttavia, le edicole delle stazioni mi hanno fatto spesso scoprire autori che altrimenti, nella mia incommensurabile spocchia, in una regolare libreria non avrei mai filato. Nell'ordine:
1)Andrea Camilleri: ebbene sì, non avevo letto nulla del commissario Montalbano fino al 2008, succede. Mi sono sparata 5 libri di seguito e devo dire che posso ritornare alla mia ignoranza sui nuovi sviluppi delle sue vicende almeno fino al prossimo viaggione in treno.
2)Agata Christie: su questo faccio mea culpa, a riprova che la spocchia è sempre cattiva consigliera. Coinvolgente, rigorosa, ironica.
3)Giorgio Faletti: ho letto il primo libro ma dopo le prime 500 pagine (ebbene sì) ad ogni nuovo capitolo guardavo l'indice per capire di quante pagine era - brutto segno, come guardare l'orologio ad un appuntamento;
Quest'anno prima di partire per un viaggetto da Milano a Padova, l'edicola della stazione centrale mi ha proposto La Figlia della Fortuna di Isabelle Allende. Era il secondo libro che leggevo di Allende, e l'ho finito qualche sera fa. Coinvolgente, fresco e giustamente indigesto come un pranzo d'estate al mare. Lo consiglierei a chiunque si appresta a muoversi, per piacere o per lavoro, poichè è anche esso un racconto di viaggiatori in cerca di qualcosa e qualcuno, per cui da l'idea di percorrere un pezzo di strada insieme.

2 commenti:

  1. Bellissimo post, avanti così.

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  2. bel post, nonny, ma soprattutto sincero quando scrivi "nella mia incommensurabile spocchia".

    :P

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