Niente da fare, mi devo arrendere.
Abbandono le speranze di vivere una bella primavera gialla di sole, abbandono la vanagloria di macinare pagine su pagine la sera prima di andare a dormire, abbandono i buoni propositi di andare a dormire presto..le piogge a Milano sono tende che non si riescono ad aprire, le mie serate si allungano e vivo con i libri rapporti carnali appassionati ad intermittenza.
Che la sconfitta però sia almeno dolce come uno stordimento: e quindi accetto lo stato di concentrata sonnolenza durante il giorno e l'occhio vigile di notte a guardare la finestra dalla luce rosa che mi saluta dall'altra parte della strada.
Che vada così, io mi lascio trasportare: aver finalmente lasciato una situazione di pantano mi ha liberato le suole da catene immaginarie ma non meno costringenti. Mi piace quello che ho intorno a me e anche quando non mi piace sorrido ugualmente.
Unico importante impegno: terminare Vargas prima di luglio, in modo da essere preparata a Parigi...
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