E' seccante dover ammettere che gli ultimi libri acquistati provengono dal supermercato. A me piacerebbe tanto spulciare tra gli scaffali, cercare i libri di seconda mano, scoprire le edizioni più peregrine: ma più spesso frequento giganteschi casermoni per fare la spesa e i libri sono l'ennesimo oggetto di consumo, a cui applicare la logica di qualunque prodotto: 3x2, offerte speciali.
E' anche indubbio che un libro è un libro e anche il ridotto numero di possibilità offerto dal supermercato offra dei vantaggi. Il supermercato può permettersi sconti enormi, che nemmeno i grandi colossi dell'editoria possono ancora offrire. Inoltre, la scarsezza della scelta paradossalmente mette tutto sullo stesso piano, anche perchè il grande magazzino segue sì le logiche del mercato, ma a volte stupisce. Di recente accanto all'ultimo libro di Bevilacqua e all'ovviamente Vespa, c'era nientepopodimeno che Diario di un seduttore di Soren Kierkegaard. Come è possibile? Io mi immagino direttori di reparto della Esselunga che di notte vengono visitati dallo spirito della professoressa di letteratura italiana del liceo, che gli ricordano di avergli messo 60 all'esame di maturità e di dover rispondere di questo.
Non so se compiacermi, ridere o iniziare a preoccuparmi di questo. Mi arriva il sospetto che provino a giocare sullo stordimento del frequentatori del supermercato in crisi da regalo prenatalizio: al posto di Donne di cuori magari si farà incuriosire da un titolo altrettanto accattivante.
A gennaio, vedremo scene tipo:
Pino, il nipote: "Zio Mario, hai letto il libro che ti ho regalato? hai visto che bello, ne diceva di zozzate, eh?"
Mario, lo zio: "Pino, legge eterna nell'amore è che due esseri debbano sentirsi come venuti al mondo l'uno per l'altro solo nel primo istante in cui hanno cominciato ad amarsi"
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RispondiElimina...il nipote Pino mi ricorda quel Tizio che comprò il cd di "Uccello di Fuoco" di Stravinsky pensando fosse un porno....
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