mercoledì 26 agosto 2009

Non sono ancora arrivata - Brooklyn di Colm Toibin

Brooklyn di Colm Toibin.
L'ho scoperto una sera di giugno al Festival Milanesiana, in una serata dedicata agli scrittori irlandesi. In realtà, quando ho trovato il libro in libreria, non volevo il suo, ma non mi ricordavo nè il titolo nè il nome e mi sono imbattuta per caso nella copertina e nel suo nome.
E' stato un incontro, per così dire, con qualcuno appena conosciuto e poi per caso incontrato in un altro contesto.

L'avvio è stato lento e nebbioso, in contrasto con le sabbie di miele e sole accecante della Sardegna dove mi trovavo. Il tono asciutto della scrittura viene però bilanciato dalla vividezza dei dialoghi: in poche pagine siamo a Enniscorthy, a sud di Dublino, avvolti dalla stessa sensazione di irrealizzazione della protagonista, Ellis.
Per cercare un lavoro e una vita migliore emigra a New York, e tra solitudine iniziale, la noia delle giornate sempre uguali e la costruzione della sua nuova identità a migliaia di km da casa, inizia il cammino di formazione della personalità di Ellis. Eilis mantiene la sua timida grazia per tutto il romanzo, ma il suo "io" si rafforza lontano dagli affetti della propria casa e dei propri cari: si innamora (o crede di esserlo), studia e inizia a vagheggiare un futuro a Brooklyn. Fino al viaggio finale che la riporta a casa, in cui riscopre il calore di quello che aveva lasciato e la "facilità" della sua vecchia vita. Lei però non vuole tornare indietro e rinunciare alla crescita che sta realizzando.
L'ho trovato bellissimo, senza patetismi o lacrimucce. Mi è successa una cosa che cerco sempre dai libri che leggo ma non capita spesso: mi sono identificata! Ecco là Ellis che arriva al lavoro con il nodo in gola della solitudine e della nostalgia di casa; che si sente perduta in una città enorme che non le appartiene...
Perduta, la parola chiave. Il senso della perdita e del ritrovarsi è alla base di tutte le partenze e degli arrivi. Non sempre però l'arrivo è quello fisico ed io non mi sento ancora arrivata qui a Milano. Del resto non mi sembra possibile tornare indietro, dovunque sia la mia casa: sono ancora in sospensione, mi sembra di oscillare in attesa che dentro di me qualcosa cambi e si stabilizzi.

E poi....L'HO LETTO TUTTO IN INGLESE SENZA VOCABOLARIO!!! Grande traguardo :)

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