"Si muore" pensò "una volta o l'altra si muore, in un certo anno, come le città, come i popoli e i continenti. Si crepa." pensò "questa è la parola giusta: crepare - e la terra continuerà a girare attorno al sole, lungo la sua orbita identica da sempre, leggermente inclinata, cieca e spietata, in una corsa folle e silenziosa, per sempre. Cosa importache questa città continui a vivere oppure che la superficie grigia e inanimata delle acque ricopra tutto, le case, le luci, i campanili, la gente - erano le onde di bronzo del Mar Morto quelle che ho visto agitarsi oltre il buio della neve e della pioggia, quando siamo passati sul ponte?"
Appena terminato Il Sospetto, di Friedrich Durrenmatt: apparentemente la più classica delle storie poliziesche - un anziano commissario gravemente ammalato inizia a sospettare dell'identità di un importante primario di una clinica svizzera, stranamente identico a un medico nazista ritratto sulla rivista Life mentre opera senza anestesia. Da qui un'indagine nella quale rischierà la vita.
In realtà, ci si accorge già alla seconda pagina che l'impalcatura noir è un pretesto per sviscerare il nero profondo dell'animo umano e costringere il lettore a confrontarsi con gli orrori dell'esistenza: il dolore, la malattia, la morte, l'assurdità del credere. Il medico aguzzino bersaglio del sospetto del commissario ci descrive alla perfezione la lucida e agghiacciante logica del nichilismo morale: l'uomo è solo materia ed energia, fuggevole in un istante, e in quell'istante l'unico valore - immeritato anch'esso - a cui aggrapparsi è la libertà del delitto.
Al di là della vicenda narrata e della modalità in cui si sciolgono i nodi narrativi, la storia comunica la volontà impietosa dell'autore di svelare il putrido "frutto bacato" che è il mondo: la stessa scelta di genere narrativo è indizio di un profondo pessimismo nei confronti delle umane vicende. Il romanzo poliziesco, con le regole che impone alla storia raccontata, è una dolente costruzione retorica fittizia del reale, incapace di spiegare l'abisso dell'esistenza.
Devo dire, un bella revolverata a qualunque moto d'ottimismo: un libro che lascia un forte sentimento di disagio. Ho cercato di leggerlo nelle condizioni di maggiore confort possibile: a letto, illuminata da una lampada calda, sotto il piumone, Nonostante questi accorgimenti, in certi momenti mi sono sentita trasportare nelle stanze d'ospedale color metallo, o nelle mattine bianco livido della Svizzera.
Un libro da consigliare nei momenti di esagerata esaltazione ottimista da disturbo bipolare.
Gradirei un consiglio su un libro da leggere in momenti di esagerata depressione da disturbo bipolare...."l'uomo è solo materia ed energia, fuggevole in un istante, e in quell'istante l'unico valore - immeritato anch'esso - a cui aggrapparsi è la libertà del delitto"....sento esaltare opportunisticamente i valori cristiani, ma nessuno ha il coraggio di dire che è quel nichilismo morale il pensiero dominante...Paolo
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