giovedì 4 febbraio 2010

L'abisso guarda dentro di noi - Il sospetto di Friedrich Durrenmatt

"Si muore" pensò "una volta o l'altra si muore, in un certo anno, come le città, come i popoli e i continenti. Si crepa." pensò "questa è la parola giusta: crepare - e la terra continuerà a girare attorno al sole, lungo la sua orbita identica da sempre, leggermente inclinata, cieca e spietata, in una corsa folle e silenziosa, per sempre. Cosa importache questa città continui a vivere oppure che la superficie grigia e inanimata delle acque ricopra tutto, le case, le luci, i campanili, la gente - erano le onde di bronzo del Mar Morto quelle che ho visto agitarsi oltre il buio della neve e della pioggia, quando siamo passati sul ponte?"

Appena terminato Il Sospetto, di Friedrich Durrenmatt: apparentemente la più classica delle storie poliziesche - un anziano commissario gravemente ammalato inizia a sospettare dell'identità di un importante primario di una clinica svizzera, stranamente identico a un medico nazista ritratto sulla rivista Life mentre opera senza anestesia. Da qui un'indagine nella quale rischierà la vita.
In realtà, ci si accorge già alla seconda pagina che l'impalcatura noir è un pretesto per sviscerare il nero profondo dell'animo umano e costringere il lettore a confrontarsi con gli orrori dell'esistenza: il dolore, la malattia, la morte, l'assurdità del credere. Il medico aguzzino bersaglio del sospetto del commissario ci descrive alla perfezione la lucida e agghiacciante logica del nichilismo morale: l'uomo è solo materia ed energia, fuggevole in un istante, e in quell'istante l'unico valore - immeritato anch'esso - a cui aggrapparsi è la libertà del delitto.
Al di là della vicenda narrata e della modalità in cui si sciolgono i nodi narrativi, la storia comunica la volontà impietosa dell'autore di svelare il putrido "frutto bacato" che è il mondo: la stessa scelta di genere narrativo è indizio di un profondo pessimismo nei confronti delle umane vicende. Il romanzo poliziesco, con le regole che impone alla storia raccontata, è una dolente costruzione retorica fittizia del reale, incapace di spiegare l'abisso dell'esistenza.

Devo dire, un bella revolverata a qualunque moto d'ottimismo: un libro che lascia un forte sentimento di disagio. Ho cercato di leggerlo nelle condizioni di maggiore confort possibile: a letto, illuminata da una lampada calda, sotto il piumone, Nonostante questi accorgimenti, in certi momenti mi sono sentita trasportare nelle stanze d'ospedale color metallo, o nelle mattine bianco livido della Svizzera.
Un libro da consigliare nei momenti di esagerata esaltazione ottimista da disturbo bipolare.

1 commento:

  1. Gradirei un consiglio su un libro da leggere in momenti di esagerata depressione da disturbo bipolare...."l'uomo è solo materia ed energia, fuggevole in un istante, e in quell'istante l'unico valore - immeritato anch'esso - a cui aggrapparsi è la libertà del delitto"....sento esaltare opportunisticamente i valori cristiani, ma nessuno ha il coraggio di dire che è quel nichilismo morale il pensiero dominante...Paolo

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